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Quota di Partecipazione: € 960,00

14 | Tra Mafia e Antimafia, i padrini e la rinascita

Scopri insider Sicily

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e non perdere questa opportunità

Viaggi non per turisti ma per viaggiatori curiosi. Accompagnati da qualcuno che conosce davvero la Sicilia e che utilizza al meglio il tempo che avete a disposizione. Senza farvi perdere nulla di importante ma sorprendendovi con esperienze e incontri preclusi a un viaggiatore fai da te.

Durata:

5 giorni, 4 notti

Costo:

€ 960,00* / persona (minimo 8 Partecipanti)

Città:

Palermo Ciaculli, Brancaccio, San Giuseppe Jato, Portella della Ginestra, Corleone

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5 giorni, 4 notti

Costo:

€ 960,00* / persona (minimo 8 Partecipanti)

Città:

Palermo Ciaculli, Brancaccio, San Giuseppe Jato, Portella della Ginestra, Corleone

TOUR ABSTRACT

Non più lupare e pregiudizi, ecco la nuova Sicilia

“La Sicilia è la metafora dell'Italia”

(Vincenzo Consolo)

Ha imprigionato per secoli l’immaginario della Sicilia, tra realtà e fiction. Ma la storia della mafia fatta di padrini, estorsioni, stragi, si intreccia oggi con quella dell’antimafia e del riscatto civile e sociale. Protagonisti uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che – insieme a tanti altri magistrati, poliziotti, amministratori – hanno sacrificato la vita per cambiare la Sicilia. Protagonisti i tanti imprenditori, i tanti giovani, i tanti operatori che seguono le loro orme, coltivando i terreni sequestrati alla mafia, lavorando su quartieri a rischio e periferie, avviando attività pulite e libere, diffondendo modelli e valori positivi nella vita quotidiana.

Ecco quindi un viaggio tra i luoghi e i simboli della mafia e della rinascita, arricchito da incontri con giornalisti che hanno raccontato la mafia e con protagonisti del cambiamento.

A Palermo la visita parte dal Teatro Massimo, set di una celebre scena del Padrino, il capolavoro di Francis Ford Coppola, ma soprattutto simbolo del risveglio culturale e sociale della città: edificio lirico tra i più grandi e importanti d’Europa, riaperto nel 1997 dopo 23 anni di chiusura dovuta a interminabili lavori di ristrutturazione causati dal malaffare. Oggi ospita produzioni internazionali e rappresenta uno dei simboli della città. Qui sarà possibile una visita su misura, che svelerà i segreti del dietro le quinte dell’opera lirica. E poi un tour intorno al mercato, con una visita alla bottega-teatro di Mimmo Cuticchio, il re dell’Opera dei pupi, teatro tradizionale siciliano proclamato patrimonio dell’Unesco, e pranzo nel cuore del mercato del Capo, in un ristorante gestito da quattro giovani studiose della cucina tradizionale che cucinano prodotti a chilometro 0 sulla base di antiche ricette.

Tappa poi al Pantheon dei siciliani, la chiesa di San Domenico, dove è sepolto Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci nel 1992, la seconda chiesa per importanza dopo la Cattedrale con il suo tripudio di barocco. Intorno, il quartiere della Vucciria, uno dei più celebri mercati di Palermo, adesso trasformato da progetti di riqualificazione urbana, e circondato da botteghe di giovani creativi, artisti e artigiani che hanno detto non al racket delle estorsioni.

E come dimenticare la Cattedrale da cui partì il monito del cardinale Salvatore Pappalardo contro la mafia e l’immobilismo della politica? E l’oratorio di San Lorenzo da cui la mafia trafugò nel 1968 la Natività di Caravaggio, l’opera più ricercata al mondo? E lo splendido cimitero di Santa Maria di Gesù dove è sepolto Paolo Borsellino, vittima della macchina esplosiva in via D’Amelio, vicino a quel convento dove si trova il corpo incorrotto di San Benedetto il Moro, il patrono nero della città?

Appena fuori città c’è la borgata di Ciaculli con i suoi meravigliosi mandarineti, un tempo feudo dei “papi” della mafia e adesso laboratorio di rinascita urbana. E ancora a Corleone, il paese di Totò Riina, dove lui è sepolto, e dove oggi i ragazzi animano il Centro di documentazione sulla mafia. Intorno la splendida natura di Portella della Ginestra, dove il Primo maggio del 1947 si consumò la strage contro i contadini che vide implicata la banda di Salvatore Giuliano, il separatista al quale Francesco Rosi dedicò il suo celebre film. Qui si pranzerà con i giovani che oggi coltivano le terre confiscate.

INFORMAZIONI

+ La quota comprende:

Tour di 5 giorni con piccolo pullman privato con inizio e fine a Palermo. Sistemazione in camera doppia e prima colazione in hotel 4 stelle o in residenza storica e di charme di standard equivalente

4 notti a Palermo

3 degustazioni di prodotti tipici con una bevanda analcolica inclusa

1 light lunch a chilometro 0 con una bevanda analcolica inclusa
4 cene in ristoranti selezionati con bevande incluse

Guida locale accompagnatore per l’intero viaggio

Ingressi ai luoghi

*soggetta a riconferma all’atto della prenotazione.
La quota non comprende ciò che non è espressamente indicato.

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3 degustazioni di prodotti tipici con una bevanda analcolica inclusa

1 light lunch a chilometro 0 con una bevanda analcolica inclusa
4 cene in ristoranti selezionati con bevande incluse

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*soggetta a riconferma all’atto della prenotazione.
La quota non comprende ciò che non è espressamente indicato.

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Non più lupare e pregiudizi, ecco la nuova Sicilia

“La Sicilia è la metafora dell'Italia”

(Vincenzo Consolo)

Ha imprigionato per secoli l’immaginario della Sicilia, tra realtà e fiction. Ma la storia della mafia fatta di padrini, estorsioni, stragi, si intreccia oggi con quella dell’antimafia e del riscatto civile e sociale. Protagonisti uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che – insieme a tanti altri magistrati, poliziotti, amministratori – hanno sacrificato la vita per cambiare la Sicilia. Protagonisti i tanti imprenditori, i tanti giovani, i tanti operatori che seguono le loro orme, coltivando i terreni sequestrati alla mafia, lavorando su quartieri a rischio e periferie, avviando attività pulite e libere, diffondendo modelli e valori positivi nella vita quotidiana.

Ecco quindi un viaggio tra i luoghi e i simboli della mafia e della rinascita, arricchito da incontri con giornalisti che hanno raccontato la mafia e con protagonisti del cambiamento.

A Palermo la visita parte dal Teatro Massimo, set di una celebre scena del Padrino, il capolavoro di Francis Ford Coppola, ma soprattutto simbolo del risveglio culturale e sociale della città: edificio lirico tra i più grandi e importanti d’Europa, riaperto nel 1997 dopo 23 anni di chiusura dovuta a interminabili lavori di ristrutturazione causati dal malaffare. Oggi ospita produzioni internazionali e rappresenta uno dei simboli della città. Qui sarà possibile una visita su misura, che svelerà i segreti del dietro le quinte dell’opera lirica. E poi un tour intorno al mercato, con una visita alla bottega-teatro di Mimmo Cuticchio, il re dell’Opera dei pupi, teatro tradizionale siciliano proclamato patrimonio dell’Unesco, e pranzo nel cuore del mercato del Capo, in un ristorante gestito da quattro giovani studiose della cucina tradizionale che cucinano prodotti a chilometro 0 sulla base di antiche ricette.

Tappa poi al Pantheon dei siciliani, la chiesa di San Domenico, dove è sepolto Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci nel 1992, la seconda chiesa per importanza dopo la Cattedrale con il suo tripudio di barocco. Intorno, il quartiere della Vucciria, uno dei più celebri mercati di Palermo, adesso trasformato da progetti di riqualificazione urbana, e circondato da botteghe di giovani creativi, artisti e artigiani che hanno detto non al racket delle estorsioni.

E come dimenticare la Cattedrale da cui partì il monito del cardinale Salvatore Pappalardo contro la mafia e l’immobilismo della politica? E l’oratorio di San Lorenzo da cui la mafia trafugò nel 1968 la Natività di Caravaggio, l’opera più ricercata al mondo? E lo splendido cimitero di Santa Maria di Gesù dove è sepolto Paolo Borsellino, vittima della macchina esplosiva in via D’Amelio, vicino a quel convento dove si trova il corpo incorrotto di San Benedetto il Moro, il patrono nero della città?

Appena fuori città c’è la borgata di Ciaculli con i suoi meravigliosi mandarineti, un tempo feudo dei “papi” della mafia e adesso laboratorio di rinascita urbana. E ancora a Corleone, il paese di Totò Riina, dove lui è sepolto, e dove oggi i ragazzi animano il Centro di documentazione sulla mafia. Intorno la splendida natura di Portella della Ginestra, dove il Primo maggio del 1947 si consumò la strage contro i contadini che vide implicata la banda di Salvatore Giuliano, il separatista al quale Francesco Rosi dedicò il suo celebre film. Qui si pranzerà con i giovani che oggi coltivano le terre confiscate.